Preparazione:

Quest’ anno per partecipare alle regate della classe mini è necessario entrare in delle interminabili graduatorie. Siamo troppi navigatori a richiedere di partecipare e quella delle “waiting list” è il sistema più democratico che hanno trovato per concedere a tutti la possibilità di partecipare.

La Puru Trasgascogne è l’ultima regata della stagione. Divisa in due tappe a meno di due mesi dalla partenza.

Regata a cui purtroppo non ho avuto accesso.

Poco male. Sarà l’occasione per fare un bell’ allenamento in solitaria. Un percorso studiato per avere le migliori condizioni e fare 700 miglia intorno al golfo di Guascogna!

Day 1

Percorso ottimizzato. Barca in assetto Transat e si parte!

Il carico notevole di materiale cibo e acqua che avremo in Transat ha reso la barca molto diversa rispetto a quello a cui ero abituata.

Parto di bolina per guadagnare miglia verso nord ovest. L’ obiettivo è quello di godersi una bella discesa alle andature di traverso o con il vento in poppa, per testare quello che sarà la condizione da Transat.

Partito in 20 nodi di bolina, mare formato da un sistema meteo vecchio. La barca è pesante. Pesante e nervosa

Non mi piace… e subito mi viene il mal di mare.

Condizione nuova per me. Era da testare anche questo e prendere le misure anche su questo prima della partenza vera, dove non ci sarà margine di errore.

Day 2

La condizione di nausea non migliora, ma sto imparando a gestirla, a prendere le misure e a prendermi cura di me e della barca.

Certe volte bisogna imparare a fare il massimo con quello che si ha. E so che il mal di mare è una condizione dovuta a tanti fattori. Alcuni di questi come lo stress, il sonno, l’alimentazione e il restare caldo e asciutto sono qualcosa di cui posso avere il controllo e devo prendermene cura. Poi passerà. Prima o poi.

Nel frattempo la barca naviga veloce, anche se un po’ nervosa sulle onde a causa di tutto il peso.

Guadagno miglia verso NW prima di cambiare bordo e partire verso Cap Finisterre.

La giornata è scandita da qualche virata, regolazioni delle vele e … cercare di rimanere asciutto nonostante la pioggia che ogni tanto si presenta.

Day 3

Finalmente il mal di mare passa. E poco dopo arriva anche il momento di cambiare rotta, andare su un’andatura più veloce, con il cod 0. Finalmente ci si diverte!

Ma canto vittoria troppo presto… Il vento non è stabile in direzione e per andare al way point successivo servono molti cambi di vela. Poco male, tutto allenamento. D’ altronde siamo qui per questo.

Nel frattempo scopro che in questa andatura più veloce il carico a bordo inizia a giocare a mio favore. Ottima notizia in vista della Transat.

La barca fila e in meno di una giornata mi ritrovo a Cap Finisterre, pronto a cambiare di nuovo rotta e puntare al penultimo waypoint.

Day 4

Finalmente poppa.

Il vento cresce, 15-18-20 nodi. Quello che cercavamo. Bisogna prendere confidenza proprio in queste condizioni che sono quelle che ci accompagneranno per molti giorni lungo la Transat.

Cresce 20-22 -24. La barca sotto spy grande con tutto il peso ben organizzato va a tuono. Il pilota non fa una piega e la barca corre veloce a 13-15 nodi. Che spettacolo!

Qualche raffica a 26 e qualche punta a 16 nodi di velocità. Sono stupito. Il pilota non fa una piega, la barca schizza sull’ acqua senza batter ciglio e io posso godermi il rombo dell’acqua che accarezza la carena.

La barca va a tuono e il rumore dell’acqua diventa un ruggito. È piacevole. E riesco pure a concedermi qualche minuto di riposo tanto buone sono le sensazioni e la fiducia che trasmette questo bolide.

Day 5

Anche l’ultimo Waypoint è ormai alle spalle e la barca fila che è un piacere verso il porto.

Mancano poche miglia. Il mal di mare dei primi giorni è ormai un lontano ricordo. La fiducia riguardo all’ affidabilità del mezzo e della sua preparazione è cresciuta ancora di più. Aver rotto solo un elastico, una ritenuta del bompresso a riposo, in 700 miglia di navigazione in tutte le condizioni, trasmette veramente ottime sensazioni per la Transat.

La performance del bolide non era in discussione prima di partire, ma un check dell’ affidabilità era necessario.

Siamo pronti. Mancano le ultime rifiniture da fare a bordo. Ancora tanto studio sulla meteo e navigazione da fare, ma siamo pronti e partiamo con la consapevolezza di essere li per giocarcela con i migliori. Obiettivo: giocarci il podio.