Preparazione:

I giorni prima della regata li vivo sempre in modo intenso e frenetico: ultimi check e preparativi della barca, del materiale da portare in regata, analisi meteo, controllare e mettere gli ultimi waypoint sul GPS e gli immancabili controlli di sicurezza e briefing con l’organizzazione.

Incredibile… sono anni che faccio regate nella classe mini e ormai arrivo con quasi tutto pronto ma il giorno prima della partenza è sempre frenetico, con un sacco di dettagli ancora da finire di preparare.

La stagione comincia e quest’anno le aspettative sono alte!

La stagione 2022 ha messo in evidenza un bel miglioramento e si è conclusa con un podio alla SAS 2022. La barca è veloce e quest’anno non vedo l’ora di spingerla al massimo delle sue potenzialità.

Giorno 1:

Pronti partenza via!

Partenza di bolina con 87 piccoli mini 650 a tirare bordi nella baia di Pornichet. E poi via, dopo la prima boa su lo spy e rotta verso il primo waypoint, Birvideux.
Le prime 24 ore di regata sono intense, con tante transizioni sia di vento che di corrente. Non è facile prendersi un momento per staccare, senza perdere metri dagli avversari. E allora giù a fondo!

Girato il waypoint più a sud, di fronte all’Ile de Yeu, si presenta la prima scelta veramente complicata dove giocarsi la regata… comincia la risalita di bolina… ma si apre un bivio che mi attanaglierà per buona parte della giornata…

Giorno 2:

Non avere meteo a bordo non è per nulla facile. Dobbiamo interpretare quello che vediamo in relazione a ciò che abbiamo studiato prima di partire.

E allora la domanda che mi tiene compagnia da qualche ora è: si aprirà il cielo o rimarrà coperto? Che in soldoni significa: il vento sarà termico* o solo sinottico**?  Verrà da NW o NE? Questa distinzione in questa risalita farà la differenza sull’andamento dell’ultima parte di regata!

E allora devo prendere una decisione… con il dubbio che non sia quella giusta… scelgo il bordo più al largo convinto di vedere il cielo aprirsi nel pomeriggio ed agganciare il vento nella sua rotazione a sinistra.

Le ore passano ed il cielo sembra sempre meno intenzionato a liberarsi dalle nuvole… così non appena si presenta l’occasione decido di fare dei piccoli bordi per rientrare e proteggermi dal resto della flotta che è sotto costa, che in questo caso è della maggioranza dei concorrenti.

Finalmente verso le 16.00, quando ormai ero pentito della mia scelta, vedo le nuvole diradarsi ed arriva la tanto attesa rotazione. Il bordo scelto diventa finalmente favorevole e mi riconfermo nel gruppo di testa. Peccato per non essere stato più sicuro della mia strategia, perché chi ha mantenuto la rotta più estrema ha guadagnato metri determinanti.

Cala la notte e cala anche la temperatura, così manovrare è sempre più faticoso e richiede sempre più energie.

Giorno 3:

Il waypoint più a nord è sulla scia. Finalmente di poppa. Finalmente l’alba. Finalmente lontano da altre barche e scogli. Il momento ideale per riposare prima di rimettersi a spingere a fondo fino all’arrivo nella baia di Pornichet.

In questo momento, non avendo comunicazioni a terra i dubbi nella testa si affollano: quante barche avrò davanti? La scelta di stare a sinistra della flotta sarà stata vincente? Potevo dare di più?

Vedere l’ arrivo mette immediatamente il sorriso. Il gommone che viene a trainare fa distendere tutti i muscoli e i nervi. La vena agonistica si placa e… non per ultimo… vedere pochi alberi in alluminio (barche di serie) in porto mette subito di buon umore!

*Vento termico: dato dalla differenza di pressione data dalla differenza di temperatura tra terra e mare

**Vento sinottico: vento che si muove da zone di alta pressione verso zone di bassa pressione slegato dagli effetti della terra