Preparazione:
Avendo appena fatto una regata sono finalmente più rilassato e con tutto pronto. Mi posso concentrare sui dettagli: riposare, studiare la navigazione, la meteo e sistemare le ultime cosine in barca. Può sembrare, ma di ottimizzazioni e piccole riparazioni, da fare ce n’è sempre.
La regata dal punto di vista tattico e strategico sembra semplice, almeno fino al momento di risalire dall’Ile de Re. Di contro il tratto per salire a nord è veramente tosto, una bolina di quasi 24h in mezzo a 3 metri d’onda e 25/30 nodi. Una situazione per niente simpatica, ma mi sorprendo di come io sia tranquillo. Ho fiducia nelle mie capacità e nel mio bolide.
Sono pronto a giocarmela!

Giorno 1:
Fiocco o Code 0? Il primo bordo per uscire dalla baia pone subito un dilemma importante.
Il vento deve aumentare e ruotare in faccia non consentendo l’utilizzo di questa vela più grande. Però al momento sembra poter funzionare. Va bè la preparo.
No.. il vento aumenta.. la rimetto via.
Ma no era solo il passaggio di una nuvola cavolo. Ora funziona perfettamente. La rimetto.
Ma perché? Perché mi lascio prendere da questi dubbi?? Azz.. mancano meno di 10 minuti alla partenza.
Mi devo sbrigare. Sono già troppo lontano dalla partenza e via.. partito male, ma almeno ho su il mio Code 0 che…
…Che non funziona! Il vento è ruotato come da previsione.
L’ uscita dalla baia mi vede un po’ attardato e la risalita di bolina mi vede faticare rispetto agli avversari. Ho una buona velocità, ma un pessimo angolo. Cosa sbaglio?
Molla un po’ il fiocco, cazza un po’ la randa ecco, ora ci siamo. Siamo in fase sui salti di vento e abbiamo trovato ritmo.
Il vento aumenta…
Ma non doveva essere 25/30?
Il vento aumenta e il mare di conseguenza?
Ma non doveva iniziare a calare alle 19?
Siamo dentro un vento freddo che sdraia in continuazione la barca. Ci sono 30 nodi stabili e raffiche a 36/37kt.
Però stiamo camminando bene io e il bolide e la strategia fino a qui è stata ottima. Abbiamo rimontato il gruppo di testa e stiamo continuando a navigare forte.
Cala la notte…

Giorno 2:
Notte gelida, ma il vento inizia ad essere più gestibile.

Di tanto in tanto finalmente posso entrare e cercare di scaldarmi un po’.
Scelgo di passare dentro le isole di Glenan. Una zona piena di scogli, ma almeno sono più riparato dal mare e la corrente è favorevole.
Recupero ancora parecchio terreno. Sono dentro al gruppo di testa. Bene. La regata è ancora lunga e tra poco arriva la poppa con ventone. Condizioni in cui già mi sono dimostrato una bestia non facile da tenere a bada. Sarà un ottimo allenamento per la Transat.
E il passaggio del Raz de Sein? Come sarà? Siamo un po’ in ritardo rispetto al routage. Mi devo muovere per arrivare prima che la corrente diventi sfavorevole.
Azz.. la barca ha virato. Ma perché la volante è lenta? Che succede? E il fiocco si muove in maniera anomala.
No.. non dirmi che.. no. Non voglio neanche pensarci…
Vado a prua temendo il peggio. Lo strallo scorre nel fiocco. Azz posso disalberare. Poggia. Metti una drizza per salvare l’ albero. Veloce!
Posso riprendere la regata? No troppo rischioso. Rovinerei l’ attrezzatura e basta.
Devo girare la barca e fare rotta in porto.
Merda.. addio possibilità di giocarmi il campionato francese. Questo ritiro è troppo pesante…

Il Ritiro:
Per fortuna non sono solito abbandonare le regate.
La rotta vero Lorient per fortuna è in poppa piena. Procedo con le vele ridotte per non rischiare di sollecitare l’ albero più di quanto non abbia fatto.
Si procede con calma. I pensieri affollano la testa. Che fare? La cosa migliore è approfittare di questo calo di tensione per dormire. L’ arrivo in porto è sempre molto delicato e non ci sarà nessuno ad aiutarmi. Devo recuperare energie fisiche e mentali per affrontare la manovra al meglio.
Intanto il pensiero fisso è: come è possibile che si sia rotto l’ attacco dello strallo? Questo inverno avevo fatto un bel check albero, cambiato il sartiame, ma non quel pezzo.. quel pezzo nessuno l’ aveva mai rotto prima di me, soprattutto su un albero di quattro anni scarsi.
Al mio arrivo in porto con mia grande sorpresa vedo un sacco di barche. E appena finito l’ ormeggio vedo arrivare altri due concorrenti che mi aiutano a mettere a posto le vele. Che strano.. ma che è successo?
Scopro che effettivamente le condizioni erano state dure. Non che non me lo aspettassi, ma la flotta era stata decimata. Quai 50 barche su 100 partite si erano ritirate.
Che amarezza dover abbandonare proprio passato il momento peggiore della regata. Il vero divertimento sarebbe cominciato proprio di lì a poco..
Ma così è la vela e soprattutto… Meglio ora che in Transat!